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“Futuro Quo vadis?”

“Futuro Quo vadis?”

“Futuro Quo vadis?”

Il Covid-19 è emerso a fine 2019 ed è rapidamente diventato una crisi globale che minaccia la salute degli individui ed il benessere delle società su vasta scala.

Le incertezze continue e profonde creano grandi sfide per le aziende. I dirigenti, i consigli di amministrazione, gli investitori i collaboratori dovranno comprendere in tempi rapidi quale sarà la giusta strategia ed il comportamento da adottare e in che tempi e modalità dovranno affrontare queste fasi di difficile interpretazione e di ambiguità.

Affrontare questa situazione in modo responsabile e sistematico è un imperativo morale ed economico, per i governi, le imprese, gli investitori ed i singoli individui.

La priorità a breve termine è quella di cercare di trattare il Covid-19 come una questione di salute pubblica. Ciò avverrà ad un costo, almeno a breve termine ed avrà un impatto importante sulla tenuta economica e sociale del nostro paese e non solo.

Fondamentale sarà mantenere una prospettiva a lungo termine, il tutto non si fermerà in qualche settimana o in qualche mese, anzi i tempi saranno ben più lunghi, è ragionevole parlare di anni.

Probabilmente quanto sto per dire non troverà immediatamente un consenso unanime e forse sarà (dai più) anche ritenuto prematuro, ma credo fermamente che nonostante le crescenti pressioni economiche, sia le imprese che gli investitori dovrebbero evitare di concentrarsi sulla crisi in termini di implicazioni a breve termine. È qui che un orizzonte temporale esteso, e forse una base dell’etica e nei valori più in generale, dovrebbero guidare le risposte delle aziende, degli investitori e dello stato!

La prima priorità sarà garantire la sostenibilità e la resilienza finanziaria delle aziende. Il discorso vale sia per le grandi aziende che per le PMI.

L’attuale crisi si tradurrà in stress finanziario ed incertezza. Si dovranno affrontare questioni delicate quale una nuova l’allocazione delle risorse finanziarie e umane, la valutazione di compromessi laddove sia necessario. Si dovranno prendere decisioni difficili, forti, come la necessità di rivedere i budget, il controllo dei costi, per chi non lo ha ancora fatto potrebbe essere l’occasione per rivedere la trasformazione della propria azienda nell’era digitale.

Il tutto sarà estremamente complesso in quanto le aziende sono e saranno esposte a minacce in termini finanziarie e di sviluppo a breve termine.

Il mondo economico, lo stato, tutte le associazioni e organizzazioni di categoria dovranno trovare tutti insieme una soluzione globale e creare un ecosistema che permetta a tutti o quasi tutti di sopravvivere in questo momento epocale e senza precedenti.

Nel limite del possibile nessuno dovrà sentirsi sfavorito o penalizzato.

Bisogna incoraggiare la società ad intraprendere un percorso di solidarietà e di sviluppo di opportunità dove ognuno possa trovare il suo spazio.

Dovremo pensare fuori dagli schemi!

Pensare immediatamente ad una nuova azione strategica non è un “Nice to have” ma un “Must”! per tutti.

Fino a poco tempo fa, Covid-19 é stato per la maggior parte delle aziende e degli individui un proverbiale “sconosciuto” e per molti ad oggi 23.03.2020 lo è ancora.

Abbiamo un bisogno di “community!”

Dovremo creare un ecosistema dove fondamentale sarà avere un impatto sull’ambiente, creare un tessuto economico e sociale significativo sia per gli individui che per le comunità.

Tre saranno a mio modo di vedere i campi su cui operare in tempi brevi:

Sociale: identificare i bisogni degli individui e considerare il loro benessere, non solo economico ma anche morale e spirituale. Comprendere l’impatto demografico che stabilisce la cultura, l’onestà, lo sviluppo della prossima generazione e la salute. Senza dimenticare la valorizzazione della diversità che non riguarda solo il genere, ma anche il modo di pensare, di comunicare, le competenze e la cultura.

Ambientale: proteggere e conservare sia la biodiversità che l’ambiente, riducendo i rifiuti, prevenendo l’inquinamento e utilizzando l’acqua e altre risorse naturali nel modo più efficiente possibile. Trasformando il nostro modo di operare, riducendo il superfluo e ottimizzando i consumi.

Economico: l’importanza di una crescita economica stabile, adottando misure dall’occupazione equa e gratificante fino alla valorizzazione della competitività.

Dovremo avere bene in chiaro lo scopo della missione che andremo ad intraprendere, ergo risollevarsi da questa difficile situazione.

Un’opportunità nella drammaticità della situazione che ci consente di andare oltre gli effetti disumanizzanti che enfatizzano eccessivamente l’efficienza e il valore per gli azionisti, ma che invece deve fornire motivazione e ispirazione ai collaboratori, clienti e “stakeholders” del nuovo ecosistema che andremo a creare.

Gli sforzi collettivi di allineamento tra accademici, industrie, le banche, i settori di servizi, governi e altre parti interessate genereranno e finanzieranno l’innovazione che creerà una cultura in cui i progressi potranno e dovranno essere a beneficio di tutti.

Tutto ciò richiede un’efficace capacità di gestione delle crisi, nonché la capacità di pensare in termini di pianificazione dello scenario e nella valutazione degli impatti sulle attività a 360°.

Ora non ci tocca che iniziare questo percorso di stabilizzazione e crescita poi, in modo individuale ognuno di noi può e deve fare la differenza!

Articolo Offerto da Patrick Tonascia di Pathways Sagl

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